Perché un Papa decide di parlare a tutta la Chiesa da un piccolo lembo di terra, Greccio? Luogo da cui un uomo piccolo, San Francesco, nel 1223 ha voluto vedere con i suoi propri occhi ciò che di più piccolo ed umile Iddio Creatore ha fatto nel mondo per amore dell’umanità: pur restando Dio, farsi uomo in Gesù di Nazareth, perché l’uomo possa ritrovare la via al suo cuore di Padre. Così Papa Francesco ha dato risalto nel mondo intero al meraviglioso segno che indica un evento impensabile, dolce e che dà stupore.. Il Papa ha invitato tutti i Cristiani del mondo a rivivere, come San Francesco attraverso il Presepe, l’evento di amore e umiltà che ha cambiato la Storia: l’Incarnazione di Cristo. E venendo qui, in questo piccolo lembo di terra che è Greccio, ha confermato il nostro piccolo Santuario nella sua grande vocazione verso tutti gli uomini che cercano Dio: essere come uno scrigno che contiene un prezioso, admirabile signum: la mangiatoia (in latino il praesepium) in cui fu deposto il Figlio di Dio quando nacque dalla Vergine Maria. D’altronde il Santuario si presta a questo servizio: permeato di profondo silenzio, incastonato in un suggestivo paesaggio e posto in una delle alture della Valle Santa di Rieti. In esso i sensi del visitatore vengono pacati, la mente pacificata, lo spirito tende ad elevarsi ed è invitato alla preghiera.. Quasi si percepisce il profumo del passaggio di San Francesco e dei suoi frati. E pur nelle trasformazioni dei secoli, risplende ancora la densa eloquenza della semplicità. Tanti i visitatori, anche di molte e lontane parti del mondo, che colgono questi tratti. E così, per i meriti di San Francesco e la benevola visita del Successore di Pietro, il Santuario di Greccio invita oggi in modo rinnovato tutti gli uomini a fare ciò che scrisse Papa Francesco nel libro degli ospiti del nostro Convento, il 4 gennaio 2016: “scoprire la stella e cercare il Bambino”.
P Stefano Maria Sarro ofm

Si ringrazia la redazione di Frontiera per la foto